MEDIO ORIENTE: 67 ITALIANI IMPEGNATI NEI PROGETTI DI RISPOSTA ALLE CRISI UMANITARIE

12 settembre 2014 - Il terzo comunicato congiunto di Agire e CRI in merito all'emergenza Medio Oriente riguarda il personale impegnato nei progetti di risposta alle crisi umanitarie di Gaza, Iraq e Siria.

Emergenza Medio Oriente
Comunicato Stampa n. 3 | 12-09-2014

Medio Oriente: 67 italiani impegnati nei progetti di risposta  

alle crisi umanitarie di Gaza, Iraq e Siria  con le ONG di AGIRE e 28  con la CROCE ROSSA ITALIANA .

Continua la raccolta fondi per l’Emergenza in Medio Oriente

Sono 67 in questo momento gli operatori umanitari italiani impegnati nei progetti di emergenza a favore delle popolazioni coinvolte nelle crisi umanitarie di Gaza, Iraq e Siria a nome di 9 organizzazioni della rete di AGIRE.  28, invece, gli operatori della CROCE ROSSA ITALIANA arrivati in Turchia  il 10 settembre e pronti a partire in convoglio verso Sumel, nel nord dell’Iraq.

Quasi tutti hanno una laurea e un Master specifico, la maggior parte di loro parla più lingue, tra cui l’arabo. Tutti hanno già esperienza di lavoro in aree di sviluppo o di emergenza umanitaria.  E tante sono le donne che hanno fatto questa scelta. Accanto a un grande bagaglio di preparazione e conoscenza del lavoro “sul campo”, sono partite con una forte motivazione personale, con la certezza che “portare aiuto” sia doveroso  e che lo si debba fare in maniera neutrale, svincolati da qualsiasi potere politico, perché le vittime sono vittime, a qualsiasi schieramento appartengano.

Sicuramente come donna rifletto in modo particolare al crescendo di violenze perpetrate in questo periodo dall’ISIS a danno della popolazione femminile. Non nego che ci possano essere dei momenti in cui tutti noi abbiamo provato un sentimento di timore, ma ciò ci permette di essere ancora più rigorosi con le regole di sicurezza che siamo tenuti ad osservare”  racconta Elisa Alghisi, responsabile progetti Terre des Hommes in Iraq. “Nel lavoro quotidiano e nella relazione diretta con i profughi, però, non penso ai rischi. Sei in relazione con persone che hanno bisogno di aiuto perché hanno perduto tutto. In quei momenti non penso alla mia sicurezza personale, ma alla possibilità che ho di risolvere, almeno in parte, un loro grave problema”.

E sicuramente di problemi da risolvere i 12 milioni di profughi e rifugiati delle guerre in Iraq, in Siria e a Gaza, ne hanno tanti. Il principale resta il bisogno di un alloggio o almeno di un rifugio sicuro. Ma l’accesso all’acqua potabile, al cibo, a cure mediche adeguate, a servizi educativi che sostituiscano la possibilità perduta di un percorso scolastico regolare, sono necessità altrettanto urgenti. Il supporto psicologico è poi indispensabile per coloro che hanno vissuto in maniera più diretta la violenza della guerra. Per tutti resta il trauma di aver lasciato la propria casa, il proprio lavoro, di aver perso amici, punti di riferimento, affetti.

A Gaza sono ancora 63 mila gli sfollati all’interno delle scuole, il numero più alto mai registrato dopo il picco di ostilità del dicembre 2008. Oggi si contano 60 mila abitazioni distrutte, l’elettricità è assente per 18 ore al giorno, l’accesso all’acqua è impossibile per circa 450 mila persone. A quindici giorni dal cessate il fuoco sono 2,132 i palestinesi e 71 gli israeliani vittime dei 50 giorni di fuoco.

In Iraq sono in atto distribuzioni di cibo e beni di prima necessità tra cui tende, materassi, kit per l’igiene personale e taniche per l’acqua. Ad Erbil sono atterrati 45 aerei cargo con 6,7 tonnellate di aiuti umanitari. Per la prima volta da maggio 2014 sono riprese le attività di distribuzione di cibo nel governatorato di Al- Anbar, in cui 76 mila persone necessitano di immediata assistenza alimentare.

In Siria sono ormai 3 milioni le persone che hanno abbandonato il paese trovando rifugio negli stati confinanti. Per questi, spesso ospitati all’interno di tende e rifugi temporanei, l’imminente arrivo dell’inverno rappresenta una grave minaccia. La comunità internazionale sta attivandosi con distribuzioni di coperte, stufe a gas, vestiti e dove possibile l’installazione di rifugi in grado di affrontare le temperature invernali. Il governo turco ha fatto appello di maggior supporto alla comunità internazionale per coprire i bisogni dei 1.2 milioni di siriani ospitati nel paese. In Libano l’accesso agli aiuti umanitari nella zona di Arsal è impedito dalle frizioni tra le forze armate del paese e i miliziani siriani. Mentre in Iraq il futuro di circa 215 mila siriani ospitati nel campo di Al Qa’im rimane incerto.

AGIRE e CROCE ROSSA ITALIANA hanno lanciato un appello nazionale di emergenza sulle crisi umanitarie in Medio Oriente. I fondi raccolti serviranno a sostenere i programmi di emergenza della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e delle ONG di AGIRE che stanno già garantendo ripari sicuri, acqua, cibo, medicine, kit igienici e supporto scolastico nelle aree più martoriate.

E’ possibile fare una donazione attraverso i seguenti canali:

·       Numero Verde 800.132.870(dal lunedì al venerdì dalle h.09.00 alle h.18.00)

·       On-line: con carta di credito, Paypal o PagoInConto (per clienti del gruppo Intesa Sanpaolo) sul sito www.agire.it

·       Banca:conbonifico bancario su conto correnteIT64 R 03359 01600 100000013915intestato ad AGIRE onlus, presso BancaProssima, Causale: “Emergenza Medio Oriente” Posta: con bollettino postalesul conto corrente postale n. 4146579 o bonifico postale al seguenteIBAN: IT 64 M 07601 03200 000004146579, intestato ad AGIRE onlus, Via Aniene 26/A - 00198 Roma, Causale: “Emergenza Medio Oriente”

FINE COMUNICATO

Per informazioni, materiali e interviste con portavoce italiani o operatori umanitari sul campo (Gaza, Siria, Iraq, Libano, Giordania), contattare:

Ufficio stampa AGIRE:

Giulia Pigliucci

stampa@agire.it – 335.6157253

Ufficio Stampa CROCE ROSSA ITALIANA

TEL.06.47596283 ufficio.stampa@cri.it

 

AGIRE è il coordinamento di 10 tra le più autorevoli e accreditate organizzazioni non governative italiane (ActionAid, Amref, CESVI, COOPI, GVC, Intersos, Oxfam, SOS Villaggi dei Bambini, Terre des Hommes e VIS) che hanno scelto di unire le proprie forze per intervenire in modo tempestivo sulle grandi emergenze umanitarie.

CROCE ROSSA ITALIANA:ente di diritto pubblico non economico con prerogative di carattere internazionale, ha per scopo l'assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto.  E’ una organizzazione neutrale e indipendente che assicura aiuto umanitario e protezione alle vittime delle guerre e delle violenze armate.

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