Palermondo in piazza: racconto sulla multiculturalità, concorso internazionale di fotografia

L´area Mondialità della Caritas di Palermo con la compartecipazione della Provincia Regionale di Palermo, Assessorato ai Diritti Umani e Civili, promuove e sostiene il concorso Palermondo: racconto sulla multiculturalità concorso internazionale di fotografia mirato alla promozione del territorio e della provincia di Palermo, non solo come realtà multiculturale, ma anche come luogo di pace ed intercultura.

Obiettivo del concorso è mettere in luce quelle situazioni in cui la diversità culturale è motivo di arricchimento e crescita per le parti coinvolte e la comunità intera, ed allo stesso tempo dare spazio alla denuncia dei comportamenti discriminatori, lesivi della dignità della persona.

L´iniziativa si propone anche di stabilire relazioni reciproche future tra il nostro paese ed altri paesi in via di sviluppo. A tal fine, il primo premio assoluto sarà costituito da un viaggio a Nyololo, nella diocesi di Iringa in Tanzania, territorio sostenuto dalla Diocesi di Palermo.

Il concorso prevede, oltre all´assegnazione di premi, anche la realizzazione di una mostra e del relativo catalogo. E' aperto a tutti, artisti noti ed emergenti, fotografi professionisti e non, italiani e stranieri, senza limiti di età.

Il vincitore realizzerà un servizio fotografico su Nyololo ed il rispettivo territorio.
I lavori ritenuti di maggior pregio saranno pubblicati nel catalogo della mostra fotografica Palermondo: racconto sulla multiculturalità, distribuito gratuitamente e presentato in tutti i comuni della provincia di Palermo. La premiazione sarà effettuata nel mese di gennaio, in occasione della festa Palermondo 2008.

La data ufficiale sarà comunicata sul sito internet www.caritaspalermo.it

Attraverso questa iniziativa l'Area Mondialità della Caritas dell'Arcidiocesi di Palermo desidera richiamare la società civile al valore della pace, anelito insopprimibile presente nel cuore di ogni persona, al di là delle specifiche identità culturali, come ha affermato Papa Benedetto XVI,

"occorre ricuperare la consapevolezza di essere accomunati da uno stesso destino, in ultima istanza trascendente, per poter valorizzare al meglio le proprie differenze storiche e culturali, senza contrapporsi ma coordinandosi con gli appartenenti alle altre culture. Sono queste semplici verità a rendere possibile la pace; esse diventano facilmente comprensibili ascoltando il proprio cuore con purezza di intenzioni. La pace appare allora in un modo nuovo: non come semplice assenza di guerra, ma come convivenza dei singoli cittadini in una società governata dalla giustizia, nella quale si realizza in quanto possibile il bene per ognuno di loro"

(Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2006, n. 6).