News dal campo

  • 8 maggio 2015 - Tutte le mamme sono belle, ma nell’osservare le mamme albanesi, non si può restare indifferenti alla dolcezza e tenerezza con cui riscaldano la famiglia che hanno costruito. Essere mamma in Albania spesso significa avere i figli lontani, emigrati in cerca di fortuna all’estero, e magari restare sveglia fino a tardi al telefono per dar forza e conforto ad una figlia che ancora deve abituarsi ad un ambiente diverso da casa. Essere mamma in Albania significa essere il centro portante della famiglia anche grazie al lavoro, di qualsiasi natura si tratti, di fatica o di concetto, in campagna o in città.

  • 8 maggio 2015 - “Essere mamma” è un ottimo spunto per poter parlare dalla condizione della donna nei paesi in via di sviluppo, ma io, invece, proverò a darvi un punto di vista un po’ diverso su questo tema. Non posso infatti ancora raccontare cosa sia veramente essere madre in Madagascar, se non negli occhi delle mamme che ruotano intorno a noi in ufficio, ma vi parlerò di cosa significhi vivere la mia prima gravidanza nell’Isola Rossa!

    Sono Paola e sono una volontaria internazionale del VIS da novembre 2013 in Madagascar insieme a mio marito Stefano.

  • 8 maggio 2015 - Mi chiamo Victoria, vivo a Betlemme e qui ho studiato e conseguito la laurea in contabilità all’univesità cittadina. In seguito mi sono trasferita in italia per un anno e ho conseguito nel 2011 il Master in Cooperazione Internazionale e sviluppo (MICAD) a Pavia. Sono mamma di Hanna, un bimbo di un anno.

    Essere una mamma in Palestina non è facile, io e mio marito spesso pensiamo a come si evolverà la situazione nei prossimi anni e cosa mio figlio dovrà affrontare durante la sua crescita. Viviamo sotto occupazione militare e subiamo tutte le restrizioni e limitazioni che ci sono state imposte; crescere un figlio, cercando di garantirgli serenità, felicità e sicurezza, in un così particolare contesto come questo  non è facile.

  • 8 maggio 2015 - Dal 2009, il Centro Don Bosco Ngangi di Goma, con la collaborazione del VIS, ha aperto una casa chiamata « Maison Margherita » (dal nome della mamma di don Bosco) per l’accoglienza di ragazze madri e dei loro bambini, ragazze vittime di violenza sessuale, ragazze di strada e/o ragazze in situazione di vulnerabilità della città di Goma e dei territori limitrofi. Il centro accoglie ragazze in età compresa tra i 12 e i 19 anni. Il Centro offre loro accoglienza (cibo, alloggio, cure mediche), protezione e formazione ad un mestiere (taglio e cucito, estetica e parrucchiera, cucina, artigianato).

  • 30 aprile 2015 - In questo momento le operazioni del VIS in Burundi sono sospese a causa dei gravi disordini in corso a Bujumbura, ma contiamo di riprendere quanto prima il nostro posto al fianco dei giovani descolarizzati burundesi, pur nel pieno rispetto delle procedure di sicurezza dei nostri operatori espatriati e locali, concordate con le autorità italiane e francesi in loco. Daniele de Angelis, Rappresentante legale VIS nel Paese, ci ha inviato ieri questa lettera per aggiornarci sulla situazione e aiutarci a comprendere quanto sta accadendo nel Paese. La condividiamo con tutti voi insieme all'appello perché i disordini si arrestino.

    Lettera dal Burundi

  • 27 aprile 2015 – Il terremoto che ha colpito lo scorso 25 aprile il Nepal ha causato oltre 4000 morti e migliaia di feriti. Il numero delle vittime continua a salire di ora in ora. I Salesiani di Don Bosco e le Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), presenti nel Paese, stanno bene e sono impegnati nei soccorsi dei sopravvisutti. Agire (l'Agenzia Italiana di Risposta alle Emergenze) ha lanciato un appello per sostenere l'azione delle ong della rete impegnate nella zona. 

  • 14 aprile 2015 - Ho passato l’ultimo anno lavorando tra il Senegal ed il Perù, sballottolato da un capo e l’altro del mondo, e non avrei mai pensato di ripartire così repentinamente per un altro progetto di cooperazione, che mi avrebbe portato a lavorare tra i Caraibi e l’Africa Occidentale. Un progetto impegnativo e che coinvolge tutti gli uffici di cooperazione e sviluppo salesiani dell’Africa e dei Caraibi. Dopo una lunga preparazione presso la sede del VIS a Roma, parto verso l’isola di Hispaniola, dove svolgerò il mio primo periodo di lavoro. Dovrò fare assieme allo staff degli uffici progetti salesiani della Repubblica Dominicana e di Haiti, un’autovalutazione degli stessi.

  • 13 aprile 2015 - “Ann chwazi lapé – Vyolans ap detwi lavi nou” significa , traducendo dal creolo all'italiano, "Scegliamo la pace – la violenza distrugge la nostra vita" ed è lo slogan ufficiale della sezione Riduzione Violenza Comunitaria della MINUSTAH, la  Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzzione di Haiti. Proprio la Minustah ha deciso di finanziare la realizzazione di un nostro nuovo progetto a Port-au-Prince che mira a ridurre la violenza comunitaria supportando il percorso di reinserimento socio professionale dei giovani in situazione di strada del centro salesiano di  “LAKAY”.

     

    Così il VIS, i Saleisani di Haiti e la sezione RVC-Minustah sono insieme per offrire un’opportunità a 90 giovani dei quartieri a rischio di Port au Prince.

  • 10 aprile 2015 - A dieci giorni dalla maratona ancora forti e vivide sono le sensazioni che ho provato correndo la maratona di Betlemme. E’ stata davvero una giornata speciale ed emozionante che ricorderò per sempre. 

  • 9 aprile 2015 - In Angola nei giorni scorsi, il 2 aprile, è stata una giornata straordinaria per 73 ragazzi e ragazze dei corsi di formazione professionale  realizzati grazie al progetto  finanziato da UNHCR Angola, durante l’anno 2014.

    Gli 11 elettricisti, i 14 specialisti nella manutezione dei frigoriferi e sistemi di condizionamento dell'aria, i 24 informatici, i 23 cuochi e addetti al forno hanno ricevuto i kit per avviare le proprie attività lavorative.

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