News dal campo

  • 9 novembre 2015 - Le parole contano, soprattutto nei Grandi Laghi e, ancora di più, se sono accompagnate da fatti come sparizioni ed omicidi, attacchi e violenze, repressione del dissenso e ribellione armata. Le parole hanno segnato, nella storia dei Paesi che compongono questo piccolo pezzo d’Africa, l’avvio di eventi che nessuno ha saputo riconoscere in tempo nella loro crudeltà e nell’impatto criminale e sanguinario che poi hanno manifestato.

    Pierre Nkurunziza, il presidente burundese, nei suoi ultimi discorsi, ha fissato la scadenza: se entro il 7 novembre (sabato scorso) non saranno finiti gli attacchi degli oppositori, questi ultimi “verranno trattati” come nemici della nazione.

  • 05 ottobre 2015 – A Bujumbura è stato un weekend di sangue. Negli ultimi giorni, la capitale del Burundi è stata teatro di scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, che hanno portato a un tragico bilancio di circa 100 morti tra le due parti, stima che proviene da varie fonti non ufficiali.

    I manifestanti che protestano contro il presidente Pierre Nkurunziza, rieletto tra le polemiche per l’ennesimo mandato nel luglio scorso, sono persino arrivati ad adottare tecniche da kamikaze: un giovane, questo fine settimana, si è fatto saltare in aria nella zona nord della città uccidendo circa 20 persone, la maggior parte dei quali poliziotti.

  • 15 settembre 2015 - Caro amico,

    Ci siamo per un po’ dimenticati. Cinque mesi di scontri nelle strade di Bujumbura: feriti, morti, torture, sparizioni. Bilancio temporaneo, spesso di vittime fortuite: 100 morti, 600 feriti, un migliaio di arresti.

    Ora si cambia registro. Adesso si uccide o si rapisce in maniera premeditata, studiata a tavolino. Ma non sai più chi spara, contro chi e perché, perché non si trovano mai i responsabili. A sparire a volte è la gente comune, giovani dei quali si trova il corpo con le mani legate gettato in una stradina che porta al lago o dentro un canale dello scolo delle acque. Ti ricordi? Proprio come in Salvador ai tempi della giunta militare, di Monsignor Romero, quando si gettavano i cadaveri nelle discariche…

  • 16 giugno 2015 -  La settimana appena trascorsa in Burundi è stata caratterzzata da una radicalizzazione delle posizioni dei due campi che si affrontano riguardo al terzo mandato del Presidente Nkurunziza. Le manifestazioni sono continuate in alcuni quartieri della capitale, soprattutto a Cibitoke, Musaga e Buyenzi dove sono stati registrati dei morti negli scontri con la polizia. In altri quartieri le strade interne hanno sempre delle barricate. Cortei di manifestanti sono segnalati all’interno del paese a Kibago (Makamba), Mugonogomanga e Mugamba con scontri con la polizia.

  • 9 giugno 2015 - Sono aperte le iscrizioni per il master in Cooperazione e sviluppo di Pavia. Sino al 30 giugno c'è tempo per l'invio delle candidature. Il Master è un'eccellenza italiana e internazionale. Per farvi capire la forza del Master oggi vi portiamo la testimonianza di Vicky Abu Zelof che ha conseguito il diploma nel 2011.  Victoria ora è cordinatrice didattica proprio del MICAD - (Master International in Cooperation and Development) dell'Università di Betlemme.

  • 8 giugno 2015 - Dorina non ha ancora compiuto  26 anni, ma ha energia e intraprendenza da vendere. E’ nata a Përmet, e dopo aver frequentato l’università di biologia a Tirana, ha deciso, a differenza di molti giovani, di tornare quì, nella sua città di origine, per cercare di crearsi (e crearle) un futuro.

  • 5 giugno 2015 - La contestazione ha continuato nei quartieri di Kinnama, Cibitoke, Mutakura, Bwiza, Jabe, Nyakabiga, Buterere, Buyenzi, Kinanira, Kinindo, Kanyosha, Musaga,Kibenga. La polizia presidia l’entrata dei quartieri giorno e notte e spara su chi vuole innalzare barricate sulle stradi principali, mentre lasciano bloccare le strade all’interno del quartiere.

    Durante le manifestazioni, nei quartieri, sono state uccise delle persone perché la polizia continua ad usare non pallottole di gomma, ma proiettili reali. Manifestazioni e morti si registrano anche  all’interno del Paese: a Mwaro, Mukike, Ijenda, Matana.
    Le milizie imbonerakure prendono parte pubblicatemente alla repressione contro il terzo mandato attaccando con mazze e bastoni i manifestanti. Scene di saccheggio dei negozi in alcuni quartieri come Kanyosha e Musaga

  • 28 maggio 2015 - Cerchiamo di ripercorrere con voi la situazione degli ultimi giorni in Burundi.  La settimana scorsa è stata una settimana pesante con delle manifestazioni e dei morti in alcuni quartieri di Bujumbura. La contestazione continua nei quartieri di Kinnama, Cibitoke, Mutakura, Bwiza, Jabe, Nyakabiga, Kinanira, Kinindo, Kanyosha, Musaga,Kibenga. Tra una settimana in questi quartieri dovrebbero esserci delle elezioni comunali e parlamentari ma in questo momento è difficile immaginare chi andrà à votare e come le urne potranno trovarsi nelle scuole e nei comuni senza trovarsi ad affrontare i manifestanti. Del resto anche all’interno del paese è difficile in questo momento poter prevedere l’adesione delle popolazioni mentre l’Unione Europea e l’Unione Africana non sembrano per il momento aver inviato degli osservatori.

  • 19 maggio 2015 - Dopo il devastante terremoto che ha colpito il Nepal il mese scorso, circa un milione di bambini non saranno in grado di tornare a scuola e ciò evidenzia, secondo il portavoce delle Nazioni Unite Farhan Haq, la necessità che nell’emergenza venga affrontato anche il problema dell’educazione.

  • 14 maggio 2015 - Oggi il generale Godefroid Niyombareh ha annunciato la destituzione del presidente burundese Pierre Nkurunziza, dopo giorni di violente proteste nel paese scoppiate con l’annuncio della ricandidatura dell’attuale presidente alle ormai prossime elezioni. Il colpo di stato è avvenuto proprio nel giorno in cui Nkurunziza era impegnato a Dar er Salam nei colloqui promossi dalla comunità internazionale per trovare una soluzione alla crescente crisi in Burundi.

    Il VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) conferma allo stato attuale la sospensione delle attività in corso in Burundi in attesa dell’evoluzione che si registrerà nei prossimi giorni. ll personale del VIS sta bene ed, in parte, è stato trasferito fuori dal Paese. 

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